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martedì 29 dicembre 2020

La potenza eruttiva dei supervulcani: dovrebbe preoccuparci?

Il mondo oggi sta affrontando il problema globale della pandemia da Covid-19 che sta causando non solo grandi problemi dal punto di vista sanitario, ma anche dal punto di vista economico. Non sono molte le cose che potrebbero mettere il mondo in ginocchio sotto questo punto di vista, oltre alle guerre su vasta scala; anche la natura potrebbe metterci del suo, ad esempio tramite l'eruzione di un supervulcano. Cos'è un supervulcano, e cosa ha di diverso rispetto ad un normale vulcano? I supervulcani non hanno la tradizionale forma conica dei vulcani, ma sono piuttosto nascosti, con caldere larghe decine di chilometri, e sopratutto con un potenziale esplosivo enorme. L'eruzione di un supervulcano potrebbe letteralmente mettere in crisi il sistema economico mondiale, causando perdite su vasta scala a causa dei drastici cambiamenti climatici che potrebbero creare, con conseguente impatto su agricoltura, mobilità e turismo.



L'eruzione di un supervulcano è un processo abbastanza semplice: un'enorme bolla di magma arriva verso la superficie e fonde una parte della crosta sottostante. Al di sopra del magma la pressione rigonfia la crosta soprastante sulla quale di conseguenza si formano delle fratture, specialmente lungo un anello che corrisponde alla parte esterna del rigonfiamento. Le fratture arrivano alla camera magmatica e innescano la risalita di magmi e si formano lungo questo anello vari centri eruttivi. Le fratture aumentano di numero e di dimensione fino a che la crosta al loro interno diventa un cilindro isolato dal resto della crosta che lo circonda. A questo punto, ovviamente, il cilindro non riesce a rimanere al suo posto e quindi collassa. Il collasso provoca lo svuotamento istantaneo della camera magmatica, con l'emissione della tipica enorme quantità di tufi, ignimbriti e quant'altro.

Il supervulcano più famoso, pubblicizzato da film e documentari, è Yellowstone: una spettacolare successione di supercaldere che si sono formate sopra un pennacchio di magma proveniente dal mantello.


La caldera della Long Valley, tra la California e il Nevada, fu responsabile 760.000 anni fa della produzione dei Bishop Tuffs, una formazione rocciosa che raggiunge i 200 metri di spessore. L'asse maggiore della caldera è di circa 32 chilometri.

Il supervulcano Taupo in Nuova Zelanda ha invece provocato la più grande eruzione degli ultimi 5000 anni, datata al 181 d.C. La Zona vulcanica di Taupo presenta un'attività piuttosto continua. Ha prodotto la supereruzione più recente. Nel 25 360 a.C. l'eruzione di Oruanui produsse 1170 km³ di materiale eruttato, formando una caldera di oltre 30 chilometri di diametro.

Anche l'Italia ha il suo supervulcano, I Campi Flegrei, una serie di strutture vulcaniche in un'ampia caldera di 13 km di diametro. Hanno prodotto due grandi eruzioni negli ultimi 30000 anni: l'eruzione dell'ignimbrite campana 36 000 anni fa e l'eruzione del tufo giallo napoletano di 15 000 anni fa con più di 40 km³ di materiali eruttati.



Un altro supervulcano italiano è stato scoperto all'inizio del XXI secolo in Valsesia, tra Varallo e Borgosesia, in provincia di Vercelli. Tale supervulcano ha la peculiarità di far affiorare, in alcuni punti, in superficie, i resti dell'antica eruzione avvenuta 250-300 milioni di anni fa.
Queste sono alcune delle zone in cui potrebbe avvenire un evento vulcanico VEI-8 nel prossimo futuro:

La caldera del vulcano Aniakchak
Mount Aniakchak, Alaska, Stati Uniti d'America
Aso, Kyūshū, Giappone
Kikai Caldera, Ryūkyū, Giappone
Caldera della Long Valley, California, Stati Uniti d'America
Monte Mazama, Oregon, Stati Uniti d'America (ora Lago Crater)
Lago Taupo, Isola del Nord, Nuova Zelanda
Lago Toba, Sumatra, Indonesia
Valle Grande, Nuovo Messico, Stati Uniti d'America
Monte Warning, Nuovo Galles del Sud, Australia
Caldera di Yellowstone, Wyoming, Stati Uniti d'America
Campi Flegrei, Campania, Italia

Nessuna eruzione VEI-8 (la classificazione catrastrofica dei supervulcani) è mai stata rilevata in periodi storici e preistorici recenti (neolitico) Un'eruzione relativamente "recente" di questo tipo avvenne nei pressi del Lago Toba, a Sumatra circa 74.000 anni fa, gettando l'intero pianeta Terra in un inverno vulcanico durato diversi anni. Tuttavia la più recente e devastante eruzione di questo tipo avvenne in Europa 39.000 anni fa dalla Piana Campana (in una zona molto vicina alla caldera dei Campi Flegrei, o direttamente da essa), la cosiddetta Ignimbrite Campana, il cui tufo grigio copre buona parte della Regione Campania e raggiunge, nella zona di Acerra, spessori fino a 50 metri, i cui detriti si trovano in tutta l'Europa centrale ed orientale fino all'Ucraina.

Le pandemie e le guerre dunque non sono le uniche cose che dovrebbero preoccuparci a livello mondiale; se uno di questi giganti dovrebbe risvegliarsi ci sarebbe davvero da aver paura.

FONTI:

https://it.wikipedia.org/wiki/Supervulcano

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