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domenica 7 febbraio 2021

Terremoto a Napoli: un boato sveglia i Campi Flegrei nel cuore della notte

Una scossa di terremoto di magnitudo 2.2 della scala Ricther è stata registrata alle ore 4,13 di questa notte dai sismografi dell'Osservatorio Vesuviano con epicentro nel golfo di Pozzuoli a una profondità di 2 chilometri. L'evento tellurico è stato avvertito in gran parte della cittadina puteolana con tanta gente in piedi nel cuore della notte.


In molti hanno avvertito nella zona l'evento - peraltro preceduto da un boato - segnalandolo anche sui social network. "Una bella botta", ha scritto qualcuno, così come altri si sono riferiti al sisma definendolo "bruttissima sveglia". Un altro utente fa notare: "Erano anni che un un terremoto con una tale magnitudine non si verifica nella zona del Golfo di Pozzuoli".

Nella giornata di ieri si era registrata un'altra scossa, questa di 0,7 di magnitudo con epicentro nella conca di Agnano.

Eventi significativi nell'area flegrea si erano verificati anche recentemente, il 24 gennaio, quando uno sciame sismico con l'evento maggiore di magnitudo 1,0 aveva interessato la zona.

Dall'inizio dell'anno sono state, finora, 102 le scosse registrate dalla sala operativa di Napoli dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Inoltre, la rete gps dei Campi Flegrei costituita da 25 stazioni ha registrato che la velocità media del sollevamento a partire da settembre è cresciuta dai precedenti 0,7 millimetri agli attuali 13 millimetri al mese. Il sollevamento complessivo registrato finora è di circa 76 centimetri da novembre 2005, di cui ben 42 centimetri da gennaio 2016. 

FONTE: https://www.napolitoday.it/cronaca/terremoto-7-febbraio-20201-pozzuoli.html


venerdì 29 gennaio 2021

Napoli e provincia l’area vulcanica più rischiosa al mondo

Non è ne in Indonesia ne in Giappone l'area vulcanica più pericolosa del mondo. E' in Italia! Nello specifico quella di Napoli e provincia, a causa della presenza di Vesuvio e Campi Flegrei, considerato supervulcano tra i più pericolosi d'Europa. Ad annunciarlo è l'INGV tramite Giuseppe De Natale, dirigente di ricerca e direttore dell'Osservatorio Vesuviano.

"Il rischio vulcanico più alto al mondo è quello dell'area napoletana, per la presenza di molteplici aree vulcaniche caratterizzate da altissima esplosività, estremamente popolate: Vesuvio, Campi Flegrei e Ischia, oltre ad altre possibili sorgenti di eruzioni ignimbritiche nella Piana Campana" ha detto De Natale. Circa tre milioni di persone, infatti, nell'area di Napoli e della provincia vivono a meno di 20 chilometri da una possibile bocca vulcanica.

"In queste aree si deve poter lavorare, fare turismo, cultura e svago; ma stabilendo residenza permanente al di fuori di esse. Solo in tal modo è ipotizzabile predisporre Piani di Evacuazione programmata, in caso di chiari segnali pre-eruttivi, che possano funzionare sia in termini logistici sia economici: considerando anche il carattere empirico e l'intrinseca incertezza della previsione delle eruzioni" ha dichiarato ancora il direttore di ricerca dell'Ingv. In materia di pericolosità, poi, dopo la zona partenopea, in Italia c'è quella siciliana, a causa della presenza dell'Etna e dei vulcani delle Isole Eolie. "I vulcani delle Eolie sono caratterizzati da livelli modesti di esplosività. Gli episodi come quelli verificatesi a Stromboli nel luglio e agosto 2019 sono però imprevedibili – continua De Natale – e molto rischiosi per i turisti che affollano l'isola vulcanica".

FONTE: https://www.fanpage.it/napoli/napoli-e-provincia-larea-vulcanica-piu-rischiosa-al-mondo-lannuncio-dellingv/


lunedì 11 gennaio 2021

Nuove scosse di terremoto nei Campi Flegrei: lo sciame sismico continua

Due scosse oggi hanno fatto tremare la terra nei Campi Flegrei, area sismica e vulcanica che comprende la periferia e l’hinterland a Ovest di Napoli: una di magnitudo 1.8 nella notte e una di magnitudo 1.5 in mattinata. Si tratta dell'ennesime scosse che colpiscono la zona dei Campi Flegrei nelle ultime settimane.


Le scosse sono state brevi e superficiali, a soli 2km di profondità. I residenti hanno segnalato anche di aver udito un boato prima della scossa principale, che ha fatto tremare i vetri delle abitazioni.

L’intensificarsi dei fenomeni sismici non è una novità di queste ore ed è strettamente legata al bradisismo, il sollevamento del suolo flegreo (che si è alzato di 67 centimetri nell’ultimo decennio). Due scosse erano state avvertite il giorno dell’Epifania, addirittura 12 nelle prime 48 ore dell’anno, la più forte dell’ultimo periodo il 27 dicembre (magnitudo 2.7).

FONTE: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2021/01/11/news/terremoto_a_napoli_scossa_nei_campi_flegrei-282058329/

sabato 2 gennaio 2021

Continuano a tremare i Campi Flegrei

Altre tre scosse di terremoto sono state registrate questa mattina nell’area dei Campi Flegrei, tra il territorio del comune di Pozzuoli e il limitrofo quartiere napoletano di Bagnoli.


Come riferisce l’Osservatorio Vesuviano, lo sciame sismico, seppur di lieve entità, ha fatto registrare negli ultimi dieci giorni diverse scosse che sono state avvertite dalla popolazione. L’ultima che è stata avvertita in maniera forte dalla popolazione è stata il 28 dicembre, una scossa di magnitudo 2.6 a una profondità di 2 chilometri, con lo stesso epicentro delle due di oggi.

Questa mattina, invece, i sismografi dell’Osservatorio Vesuviano hanno registrato queste tre scosse: la prima di magnitudo 1 della scala Richter intorno alle 10. La seconda appena dopo con una magnitudo inferiore a 1. Infine la terza scossa alle 10.18 con una magnitudo 1.7. L’epicentro è stato individuato nella zona della Solfatara di Pozzuoli. Almeno due delle tre scosse sono state avvertite dalla popolazione.

Si tratterebbe di fenomeni legati al bradisismo, che da sempre caratterizza tutta l’area dei Campi Flegrei.

Il 22 dicembre era stato diffuso il bollettino dell’INGV: nella settimana tra il 14 e il 20 dicembre nella zona dei Campi Flegrei sono state registrate 96 scosse. I Campi Flegrei dal 2006 si sono sollevati all’incirca di 70 centimetri. Da settembre di quest’anno la velocità di sollevamento è di un centimetro al mese. Nel 2020 è aumentata anche la sismicità, di piccola entità, con magnitudo tra 0 e 1. Ma al momento non ci sono elementi tali da immaginare una imminente eruzione vulcanica nei prossimi giorni.

Nel 2009, un articolo affermò che l'innalzamento della caldera potrebbe presagire un evento eruttivo entro il decennio. Uno scritto del 2013 di vulcanologi dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha attribuito il rapido innalzamento del terreno tra il 2012 e il 2013 ad un accumulo di magma situato a 3000 metri di profondità, 500 metri a sud del porto di Pozzuoli. Nel dicembre del 2016, l'intensa attività vulcanica nella zona allarmò la comunità scientifica in vista di una possibile eruzione. Nel maggio del 2017, uno studio condotto dall'University College di Londra e dall'Osservatorio Vesuviano affermò che la caldera dei Campi Flegrei fosse più vicina all'eruzione rispetto a quanto si pensasse.

FONTI: Ingv, Wikipedia

martedì 29 dicembre 2020

La potenza eruttiva dei supervulcani: dovrebbe preoccuparci?

Il mondo oggi sta affrontando il problema globale della pandemia da Covid-19 che sta causando non solo grandi problemi dal punto di vista sanitario, ma anche dal punto di vista economico. Non sono molte le cose che potrebbero mettere il mondo in ginocchio sotto questo punto di vista, oltre alle guerre su vasta scala; anche la natura potrebbe metterci del suo, ad esempio tramite l'eruzione di un supervulcano. Cos'è un supervulcano, e cosa ha di diverso rispetto ad un normale vulcano? I supervulcani non hanno la tradizionale forma conica dei vulcani, ma sono piuttosto nascosti, con caldere larghe decine di chilometri, e sopratutto con un potenziale esplosivo enorme. L'eruzione di un supervulcano potrebbe letteralmente mettere in crisi il sistema economico mondiale, causando perdite su vasta scala a causa dei drastici cambiamenti climatici che potrebbero creare, con conseguente impatto su agricoltura, mobilità e turismo.



L'eruzione di un supervulcano è un processo abbastanza semplice: un'enorme bolla di magma arriva verso la superficie e fonde una parte della crosta sottostante. Al di sopra del magma la pressione rigonfia la crosta soprastante sulla quale di conseguenza si formano delle fratture, specialmente lungo un anello che corrisponde alla parte esterna del rigonfiamento. Le fratture arrivano alla camera magmatica e innescano la risalita di magmi e si formano lungo questo anello vari centri eruttivi. Le fratture aumentano di numero e di dimensione fino a che la crosta al loro interno diventa un cilindro isolato dal resto della crosta che lo circonda. A questo punto, ovviamente, il cilindro non riesce a rimanere al suo posto e quindi collassa. Il collasso provoca lo svuotamento istantaneo della camera magmatica, con l'emissione della tipica enorme quantità di tufi, ignimbriti e quant'altro.

Il supervulcano più famoso, pubblicizzato da film e documentari, è Yellowstone: una spettacolare successione di supercaldere che si sono formate sopra un pennacchio di magma proveniente dal mantello.


La caldera della Long Valley, tra la California e il Nevada, fu responsabile 760.000 anni fa della produzione dei Bishop Tuffs, una formazione rocciosa che raggiunge i 200 metri di spessore. L'asse maggiore della caldera è di circa 32 chilometri.

Il supervulcano Taupo in Nuova Zelanda ha invece provocato la più grande eruzione degli ultimi 5000 anni, datata al 181 d.C. La Zona vulcanica di Taupo presenta un'attività piuttosto continua. Ha prodotto la supereruzione più recente. Nel 25 360 a.C. l'eruzione di Oruanui produsse 1170 km³ di materiale eruttato, formando una caldera di oltre 30 chilometri di diametro.

Anche l'Italia ha il suo supervulcano, I Campi Flegrei, una serie di strutture vulcaniche in un'ampia caldera di 13 km di diametro. Hanno prodotto due grandi eruzioni negli ultimi 30000 anni: l'eruzione dell'ignimbrite campana 36 000 anni fa e l'eruzione del tufo giallo napoletano di 15 000 anni fa con più di 40 km³ di materiali eruttati.



Un altro supervulcano italiano è stato scoperto all'inizio del XXI secolo in Valsesia, tra Varallo e Borgosesia, in provincia di Vercelli. Tale supervulcano ha la peculiarità di far affiorare, in alcuni punti, in superficie, i resti dell'antica eruzione avvenuta 250-300 milioni di anni fa.
Queste sono alcune delle zone in cui potrebbe avvenire un evento vulcanico VEI-8 nel prossimo futuro:

La caldera del vulcano Aniakchak
Mount Aniakchak, Alaska, Stati Uniti d'America
Aso, Kyūshū, Giappone
Kikai Caldera, Ryūkyū, Giappone
Caldera della Long Valley, California, Stati Uniti d'America
Monte Mazama, Oregon, Stati Uniti d'America (ora Lago Crater)
Lago Taupo, Isola del Nord, Nuova Zelanda
Lago Toba, Sumatra, Indonesia
Valle Grande, Nuovo Messico, Stati Uniti d'America
Monte Warning, Nuovo Galles del Sud, Australia
Caldera di Yellowstone, Wyoming, Stati Uniti d'America
Campi Flegrei, Campania, Italia

Nessuna eruzione VEI-8 (la classificazione catrastrofica dei supervulcani) è mai stata rilevata in periodi storici e preistorici recenti (neolitico) Un'eruzione relativamente "recente" di questo tipo avvenne nei pressi del Lago Toba, a Sumatra circa 74.000 anni fa, gettando l'intero pianeta Terra in un inverno vulcanico durato diversi anni. Tuttavia la più recente e devastante eruzione di questo tipo avvenne in Europa 39.000 anni fa dalla Piana Campana (in una zona molto vicina alla caldera dei Campi Flegrei, o direttamente da essa), la cosiddetta Ignimbrite Campana, il cui tufo grigio copre buona parte della Regione Campania e raggiunge, nella zona di Acerra, spessori fino a 50 metri, i cui detriti si trovano in tutta l'Europa centrale ed orientale fino all'Ucraina.

Le pandemie e le guerre dunque non sono le uniche cose che dovrebbero preoccuparci a livello mondiale; se uno di questi giganti dovrebbe risvegliarsi ci sarebbe davvero da aver paura.

FONTI:

https://it.wikipedia.org/wiki/Supervulcano

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