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giovedì 1 aprile 2021

Etna in eruzione: notte di boati, fontane e fiumi di lava

Dopo una settimana di riposo, l'Etna si è risvegliata la sera del 31 marzo con un'imponente eruzione che ha illuminato la notte con fontane di lava e fiumi di fuoco sino alle prime luci del mattino. Il fenomeno eruttivo è stato accompagnato dai boati delle esplosioni, distintamente percepiti dai vicini centri urbani pedemontani. Si tratta del 17° parossismo del Cratere di Sud Est (CSE) da quando è iniziata l'attuale fase eruttiva, lo scorso 16 febbraio.

foto di Giò Giusa

L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, ha osservato a partire dalle 23:00 circa UTC del 31 marzo (mezzanotte orario italiano) un'intensificazione dell'attività stromboliana al CSE che è gradualmente passata a fontana di lava.

Le continue esplosioni delle bocche di fuoco hanno sollevato una nube di cenere che ha raggiunto un'altezza di circa 7000 m s.l.m., disperdendosi in direzione SSO.

FONTE: https://it.sputniknews.com/italia/2021040110350562-etna-in-eruzione-notte-di-boati-fontane-e-fiumi-di-lava-foto/

lunedì 29 marzo 2021

In tre giorni 100 scosse nel Mar Adriatico

Dopo l'evento sismico di magnitudo rivista a 5.2 (per la precisione, l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia scrive oggi magnitudo momento Mw 5.2, magnitudo Richter Ml 5.6.) registrato alle 14:47 del 27 marzo in Mar Adriatico a circa 80-90 km dalle coste della Puglia garganica e dalle Isole Tremiti e una trentina di chilometri dall’isola croata di Lastovo, sono state registrate altre 99 scosse fino alle 14:52 di oggi.


La più forte delle ultime ore è stata registrata alle 19:43 di domenica, di magnitudo 3.8. Delle repliche localizzate dalla Sala di Sorveglianza Sismica dell’Ingv-Roma nell’area interessata dalla sequenza sismica di magnitudo compresa tra 2.1 e 4.1, 25 eventi risultano di magnitudo pari o superiore a 3.0.

Sono quelle che comunemente vengono chiamate repliche. "In realtà è una faglia, una struttura sismogenetica, che si è riattivata, fortunatamente con modeste emissioni di energia. Adesso, via via, il sistema deve tornare all'equilibrio". Sono, dunque, scosse di assestamento.

Il geologo dell'Uniba conferma che esiste una correlazione con i frequenti movimenti tellurici nei Balcani, in Croazia e in Grecia. "È tutto un sistema. Quello che noi chiamiamo Mare Adriatico è un grande 'piastrone' sul quale da Est avanza la catena Dinarica e le Albanidi e da Ovest avanzano gli Appennini. Sotto il peso di queste due catene montuose, che sono in lento movimento l'una verso l'altra, questo piastrone si frattura". Gli eventi sismici, quindi, sono tutti più o meno collegati tra di loro.

A seguito del terremoto in Adriatico del 27 marzo, il Centro Allerta Tsunami ha diramato un messaggio di Informazione, non di Allerta, come segnalato all'Ingv. La magnitudo infatti, è inferiore alla soglia minima per l’allertamento. "Su questo tipo di fenomeni - precisa però il geologo Nicola Venisti - non si possono fare previsioni. Certo, adesso il fenomeno sta proseguendo ma con scosse di magnitudo sempre minore, quindi possiamo stare abbastanza tranquilli. All'interno dell'Ingv abbiamo il centro di allerta tsunami che attraverso tutta una serie di sensori in mare monitora eventuali onde anomale che possono preoccupare. Ma perché si verifichi un maremoto, dovremmo avere un terremoto di magnitudo superiore a 6, molto superficiale. E queste due condizioni dovrebbero verificarsi insieme. Noi registriamo quasi quotidianamente terremoti, la stragrande maggioranza sono di magnitudo al di sotto della magnitudo 3, quindi non sono neanche percepiti dalla popolazione. Però il nostro è un pianeta vivo, in attività, e queste sono le manifestazioni". Secondo l'esperto, dunque, non ci sono motivi di preoccupazione, sebbene la sequenza appari impressionante ai non addetti ai lavori. 

FONTE://www.foggiatoday.it/cronaca/terremoto-mare-adriatico-sciame-sismico-100-scosse-intervista-geologo-venisti.html

sabato 27 marzo 2021

Forte scossa di terremoto nel mar Adriatico: avvertita nel Centro-Sud Italia

Una forte scossa di terremoto è stata registrata oggi alle 14.47 italiane nel mar Adriatico. La scossa, secondo i primi dati forniti dal Centro sismologico euro mediterraneo sarebbe stata di magnitudo 5,9, con epicentro a nord del Gargano, con una profondità di 60 chilometri.



L’Ingv (l’Istituto Nazionale di Geofisica e vulcanologia) ha stimato una magnitudo lievemente inferiore, a 5,6 e una profondità di 5 chilometri. Una seconda scossa, 13 minuti dopo, ha avuto una magnitudo provvisoria di 4,1, secondo l’Ingv. La terza scossa, registrata alle 15,12, aveva una magnitudo di 3,4.

La scossa è stata percepita in diverse Regioni italiane del Centro-Sud, tra cui Molise, Campania, Puglia e Abruzzo. Sui social le segnalazioni provengono da Bari, San Giovanni Rotondo, Pescara, Roma, Napoli e Avellino. Secondo l’agenzia Ansa si sono registrate numerose telefonate ai vigili del fuoco in Abruzzo, ma al momento non ci sono segnalazioni di danni.

FONTE: INGV, EMSC, https://www.tpi.it/cronaca/scossa-terremoto-italia-oggi-mar-adriatico-20210327763837/

mercoledì 24 marzo 2021

Etna: boati, scosse di terremoto e nuova eruzione

E sono 16!! Dopo le 23 di ieri notte dal cratere di Sud-Est è iniziata una nuova eruzione con fontana di lava, trabocchi lavici e l'emissione di una nube eruttiva alta tra i 4 e i 6 chilometri di altezza, ben visibile dai satelliti. La nube vulcanica si muove verso sud sud-est. Per questo l'Osservatorio Etneo dell'Ingv nel bollettino per l'aviazione civile ha confermato il codice rosso sullo spazio aereo.

foto per gentile concessione di Giuseppe Tonzuso

La cenere, sospinta dal vento e caduta in direzione Sud-Sud-Est anche a Catania aveva già provocato nella notte la chiusura di un settore dello spazio aereo e della pista dell'aeroporto perché contaminata. Dalle ore 13 è stata disposta la riapertura dello scalo dopo le operazioni di rimozione della cenere. Tuttavia, a causa del perdurare dell'attività vulcanica, un settore dello spazio aereo resterà chiuso e questo potrebbe provocare qualche ritardo nei voli.  Dalle bocche del vulcano sono emerse due colate: una ben alimentata in direzione Valle del Bove che ha raggiunto una quota tra i 1.900 e 1.800 m circa, ed un'altra meno alimentata in direzione sud che si attesta in area sommitale.

Dalle osservazioni dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia-Osservatorio etneo emerge che continua l'attività esplosiva al Cratere di Sud Est.  A partire dalle 3:30 l'ampiezza media del tremore vulcanico è diminuita.

Alle 9.26 un sisma di magnitudo 2.3 ha scosso Santa Venerina, a una profondita' di 8 chilometri; ieri, intorno alle 21, scossa di magnitudo 2 a Zafferana Etnea, a una profondita' di 11 chilometri. La fontana di lava dal cratere di Sud Est si è fermata in mattinata, mentre è continuata l'attività esplosiva che ha prodotto una nube vulcanica di altezza di circa 4.5 km sul livello del mare. Lo comunica l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, indicando che in base al modello previsionale la nube eruttiva prodotta dall'attività in corso si disperde in direzione Sud-Est. Durante la notte è stata segnalata ricaduta di cenere alla Milia e Trecastagni. Sopralluogo in area sommitale da parte di personale INGV-OE. Continua il progressivo decremento dell'ampiezza media del tremore vulcanico, pur mantenendosi ancora su valori alti. Numero e ampiezza degli eventi infrasonici rimangono elevati. I dati delle reti di monitoraggio delle deformazioni del suolo non mostrano significative variazioni rispetto alle ore precedenti.

FONTE: http://www.rainews.it/dl/rainews/media/L-Etna-non-si-placa-e-continua-a-dare-spettacolo-16esimo-parossismo-8b68ee1a-c7c4-43a8-b2e8-7c9a0030662c.html

martedì 23 marzo 2021

E' il gas la causa delle continue eruzioni dell'Etna

Perchè quest'anno l'Etna non la smette più di eruttare? E' una domanda che in molti si stanno facendo. Secondo una recente ricerca il considerevole contenuto di gas nel magma è alla base della cadenza ritmica delle eruzioni e della straordinaria energia dei fenomeni eruttivi dell’Etna. Lo rivela una ricerca dal titolo ‘Magma dehydration controls the energy of recent eruptions at Mt. Etna volcano’, pubblicata sulla rivista scientifica Terra Nova a conclusione degli studi condotti da Francesco Zuccarello al Dipartimento di scienze biologiche geologiche e ambientali dell’università di Catania.


Il lavoro è stato svolto sotto la supervisione di Marco Viccaro, docente di Geochimica e vulcanologia, in collaborazione con Federica Schiavi del Laboratoire Magmas et volcans dell’université Clermont-Auvergne.

Lo studio dimostra che il contenuto in gas finale presente nel magma, e dunque il potenziale esplosivo che sarà conferito all’eruzione, è fortemente influenzato dalle dinamiche di risalita. “Ciò significa che l’Etna, pur essendo il paradigma mondiale di vulcano a condotto aperto – osservano i ricercatori – in specifici momenti del suo naturale ciclo vitale è in grado di simulare dinamiche molto affini a quelle di vulcani che degassano con modalità di sistema chiuso”.

Il lavoro pubblicato può spiegare anche quanto sta accadendo all’Etna negli ultimi mesi con la sequenza di eruzioni parossistiche che ad oggi conta già ben 19 episodi eruttivi. “È evidente – aggiungono i ricercatori – come l’Etna sia attualmente molto carico di energia, derivante proprio dagli importanti volumi di magma ricco in gas che hanno fatto ingresso nel suo sistema di alimentazione verso la fine del 2020 e che ancora devono trovare un loro completo trasferimento verso la superficie. Ed è proprio il considerevole contenuto di gas, con ogni probabilità paragonabile con quello definito per i magmi eruttati all’Etna nel periodo 2013-2018, che controlla sia la cadenza ritmica delle eruzioni, che nelle ultime settimane presentano frequenza nell’ordine delle 50-70 ore, sia la straordinaria energia dei fenomeni eruttivi”.

FONTE: https://www.lasiciliaweb.it/sicilia/ecco-perche-letna-continua-a-eruttare/

Il Vesuvio uccise gli abitanti di Pompei in soli 15 minuti

Una gigantesca nuvola di cenere e gas rilasciata dal Vesuvio nel 79 d.C. impiegò circa 15 minuti per uccidere gli abitanti di Pompei, secondo una recente ricerca.


Le 2.000 persone stimate che morirono nell'antica città romana quando non poterono scappare non furono sopraffatte dalla lava, ma piuttosto asfissiate dai gas e dalle ceneri e successivamente ricoperte di detriti vulcanici per lasciare un segno della loro presenza fisica millenni dopo.

Lo studio dei ricercatori del Dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali dell'Università degli Studi di Bari, in collaborazione con l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e il British Geological Survey di Edimburgo, ha rivelato la durata del cosiddetto flusso piroclastico, un flusso denso e rapido di pezzi di lava solidificata, cenere vulcanica e gas caldi che ha colpito l'antica città romana pochi minuti dopo l'eruzione del vulcano.

La nuvola letale aveva “una temperatura di oltre 100 gradi ed era composta da CO2, cloruri, particelle di cenere incandescente e vetro vulcanico”, ha detto Roberto Isaia, ricercatore senior dell'Osservatorio Vesuviano dell'INGV. "Lo scopo del lavoro era sviluppare un modello per cercare di comprendere e quantificare l'impatto dei flussi piroclastici sull'abitato di Pompei, a circa 10 km dal Vesuvio", ha aggiunto.

Lo studio conferma che gli abitanti non ebbero scampo e la maggior parte di coloro che morirono soffocati nelle loro case e nei letti, o nelle strade e nelle piazze della città. Il modello di Isaia stima che i gas, le ceneri e le particelle vulcaniche avrebbero inghiottito la città per 10-20 minuti.

"È probabile che decine di persone siano morte a causa della pioggia di lapilli caduti su Pompei dopo l'eruzione, ma la maggior parte di loro è morta per asfissia", ha detto Isaia, aggiungendo che il flusso piroclastico sarebbe arrivato a Pompei pochi minuti dopo l'esplosione.

“Quei 15 minuti dentro quella nuvola infernale devono essere stati interminabili. Gli abitanti non potevano immaginare cosa stesse succedendo. I pompeiani convissero con i terremoti, ma non con le eruzioni, così furono colti di sorpresa e spazzati via da quella nube incandescente di cenere ”.

La ricerca INGV ha descritto i flussi piroclastici come "l'impatto più devastante" delle eruzioni esplosive. “Paragonabili alle valanghe, sono generate dal collasso della colonna eruttiva. Le ceneri vulcaniche risultanti corrono lungo le pendici del vulcano a velocità di centinaia di chilometri all'ora, ad alte temperature e con un'alta concentrazione di particelle ".

Oggi le rovine di Pompei sono il secondo sito archeologico più visitato d'Italia, dopo il Colosseo a Roma e, lo scorso anno, hanno attirato circa un milione di turisti.

“È molto importante poter ricostruire quanto accaduto durante le passate eruzioni del Vesuvio, partendo dalla documentazione geologica, al fine di risalire alle caratteristiche delle correnti piroclastiche e all'impatto sulla popolazione”, ha affermato il Prof Pierfrancesco Dellino dell'Università di Bari.

"L'approccio scientifico adottato in questo studio rivela informazioni che sono contenute nei depositi piroclastici e che chiariscono nuovi aspetti dell'eruzione di Pompei e fornisce preziosi spunti per interpretare il comportamento del Vesuvio, anche in termini di protezione civile".

FONTE: https://www.theguardian.com/world/2021/mar/22/vesuvius-wiped-out-all-life-pompeii-15-minutes-study-pyroclastic-flow-cloud-gases-ash

domenica 21 marzo 2021

Etna, non si escludono nuove eruzioni laterali (ipotesi temuta)

“Se il fenomeno sull’Etna si esaurirà perché non più alimentato dal ‘basso’, ovvero dai livelli più profondi della crosta, sarà come nel 2011 o nel 2013. Il fenomeno si concluderà e ‘amen’. Ma esiste anche la possibilità, come avvenne ad esempio nel 2001, che questa decompressione favorisca la risalita di una ‘lama’ di lava che riesce ad infilarsi creando una vera e propria eruzione laterale. Questa ipotesi rappresenterebbe lo scenario più temuto che noi come Ingv monitoriamo con maggiore attenzione”. Lo afferma il vulcanologo dell’Ingv di Catania, Mario Mattia, che in una lunga intervista all’AdnKronos in merito all’attività dell’Etna che dal 16 febbraio scorso ha fatto registrare ben quindici attività parossistiche, aggiunge come “intorno al vulcano ci sono un centinaio di coni, detti avventizi, ‘prodotti’ di quelle eruzioni laterali che rappresentano l’attività più pericolosa dell’Etna, eruzioni capaci di creare danni ai paesi e alle infrastrutture”.


“In questo momento – precisa Mattia- l’attività e’ legata all’area sommitale ed e’ realistico che continui li’. Naturalmente non dobbiamo sottovalutare che esiste anche il rischio di eruzioni laterali”.

Il vulcanologo precisa e ribadisce che “non possiamo fare previsioni sulla durata. Possiamo dire che allo stato attuale non ci sono segnali che ci testimoniano un cambiamento sostanziale”.

Mario Mattia ricorda che “nel 2000 vi furono ben sessantasei di questi episodi di parossismo. Poi, dopo una ‘pausa’, dal maggio del 2001 altri 15 eventi precedettero l’eruzione di quell’anno. E’ dunque una caratteristica tipica dell’attività dell’Etna – osserva- quella di produrre certe ‘frequenze’ come quelle di queste ultime settimane con fontane di lava ricorrenti”.

“Per i dati che per adesso abbiamo – dice ancora Mattia- mi sento di dire che la situazione non è mutata. Quello che sta mutando riguarda invece una spettacolare ‘deflazione’, una sorta di poderoso ‘sgonfiamento’ dell’intero edificio vulcanico. Ciò rientra nella normalita’”.

“Tutto questo – rileva il vulcanologo dell’Ingv di Catania- e’ legato al fatto che grandi masse di ‘magma primitivo’, ‘originario’, con una composizione simile a quella del ‘mantello’, non hanno avuto il tempo di arricchirsi dei materiali di cui e’ costituita la crosta. Questo magma estremante energetico ricco di gas non ha esaurito ancora quell’energia che si sta comunque perdendo”.

Infine, Mario Mattia, fa riferimento che “resta il problema quello, si, della caduta della cenere vulcanica per la sicurezza stradale, della pulizia, dei danni che sta creando alle abitazioni, sui tetti delle case e nelle grondaie di tanti paesi pedemontani”.

FONTE: https://www.blogsicilia.it/catania/etna-eruzione-ingv-paura/585680/

venerdì 19 marzo 2021

Etna in eruzione: boati, fontana di lava e cenere (15° parossismo)

È in corso sull’Etna innevato il 15° evento parossistico dal 16 febbraio scorso.


Si registrano violenti boati che fanno vibrare finestre e porte dei Paesi alle pendici del vulcano, un aumento dei valori dell’ampiezza del tremore e una crescente attività stromboliana.

Dal cratere di Sud-Est si osserva una fontana di lava e l’emissione di cenere lavica che il modello previsionale realizzato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia-Osservatorio etneo (INGV – OE) indica che sia sospinta dai venti in direzione Est-Nord-Est.

Continua, poi, l’aumento del tremore dei condotti magmatici ‘interni’ che ha raggiunto il secondo livello di allarme. Le sorgenti ricadono sempre nell’area del cratere del Sud-Est ad una profondità di 2.800 metri sul livello del mare. Continua l’intesa attività infrasonica. La nuova fase eruttiva del vulcano attivo più alto d’Europa non impatta con l’attività dell’aeroporto internazionale Vincenzo Bellini di Catania che continua ad essere operativo.

FONTE: https://www.blogsicilia.it/catania/etna-eruzione-boati-fontana-lava-diretta/585343/

lunedì 15 marzo 2021

Etna: nella notte violento parossismo: boati avvertiti anche in Calabria

Tredicesimo evento parossistico questa notte in Sicilia, dove l’Etna, ha continua a dare spettacolo.


La nuova fase, secondo i rilievi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia-Osservatorio Etneo di Catania, ha nuovamente interessato il cratere di Sud-Est ed è durata circa tre ore: dalle 0.44 alle 3.42

Il fenomeno è stato caratterizzato da fontana di lava, emissione di cenere eruttiva, ricaduta sul versante Est dell’Etna, boati uditi a grande distanza (segnalazioni arrivate anche dalla Calabria) e una colata lavica che si espande lungo il versante occidentale della Valle del Bove.

Dal punto di vista sismico l’ampiezza del tremore vulcanico si è ridotta riportandosi su valori medi. Persiste una moderata attività stromboliana.

FONTE: https://www.zmedia.it/etna-nella-notte-violento-parossismo-boati-avvertiti-anche-in-calabria/

venerdì 12 marzo 2021

Etna: nuova eruzione, fontana di lava da cratere Sud-Est

Ancora l'Etna. Nuovamente un’intensa attività stromboliana dal cratere di Sud-Est. Un'eruzione in fase di incremento che sta producendo una colonna di cenere alta 4 km, con ricaduta di cenere verso il lato orientale.  Ai crateri Voragine, Bocca nuova e di Nord-Est è presente un’attività esplosiva intra-craterica.

Dal punto di vista sismico “continua l’incremento dell’ampiezza del tremore vulcanico su valori alti e la sorgente del tremore risulta in prossimità del cratere di Sud-Est ad una profondità di circa 2,5 km s.l.m. Il numero degli eventi infrasonici è alto e la loro localizzazione risulta essere in prossimità del cratere di Sud-Est”

L'eruzione di oggi, la 12esima dal 16 febbraio, è iniziata alle 08.40 di oggi 12 marzo. Forti boati sono avvertiti da grandi distanze.

FONTE: https://www.lasicilia.it/news/catania/399029/nuova-nube-eruttiva-sull-etna-torna-a-cadere-cenere.html

domenica 7 marzo 2021

Etna, nuova eruzione nella notte: boati, fiumi di lava e lapilli dal cielo

Decimo parossismo nel giro di poche settimane. L'Etna ritorna in attività e, come rilevato dall'Ingv, il vulcano ha iniziato la sua attività nella notte, a partire dall'una con un piccolo flusso lavico dal cratere di Sud Est. Si tratta della stessa bocca effusiva apertasi il 4 marzo alla base del cratere e si è osservato, contestualmente, anche la ripresa dell'attività stromboliana. Attività che è stata anche intra-craterica ai crateri Voragine, Bocca Nuova e cratere di Nord Est.


La lunga notte dell'Etna non si è arrestata. Qualche ora dopo, intorno alle 3.30, l'attività stromboliana del cratere di Sud Est è aumentata e l'attività ha formato una nube eruttiva che ha raggiunto un'altezza di circa 5000 metri e per quanto riguarda il flusso lavico, il fronte si è attestato inizialmente a circa 2900 metri. Inoltre dalle 3,50 del mattino si è osservato un trabocco lavico dal versante orientale del cratere di sud est. Come rilevato dall'Ingv si è registrato all'alba un ulteriore rapido aumento dell'ampiezza del tremore vulcanico che al momento è su valori alti. La sorgente del tremore è localizzata in prossimità del cratere di Sud Est e l'attività stromboliana al cratere è passata a fontana di lava; dalle ore 6:20 ha formato una colonna eruttiva che ha adesso superato l'altezza di 10.000 metri disperdendosi in direzione Est. Riguardo i flussi lavici essi si espandono nella Valle del Bove.

Il tremore vulcanico nell'ultima mezz'ora ha raggiunto un'ampiezza media molto alta. Così una nuova pioggia di cenere si è riversata sui paesi della provincia etnea e in quelli della fascia più vicina al vulcano è arrivata una copiosa "pioggia" di lapilli anche di grosse dimensioni.

Etna, nella notte nuova eruzione: boati, fiumi di lava e "pioggia" di lapilli

L'attività di fontana di lava al cratere di Sud Est è cessata intorno alle 7 e permane una debole attività di emissione di cenere. La nube vulcanica, che si disperde nel settore orientale, ha prodotto prevalentemente ricaduta di cenere e lapilli sui paesi etnei.

Ed è quindi di nuovo emergenza cenere nei Comuni del versante jonico.  Da Giarre a Fiumefreddo, compresi i centri pedemontani di Sant’Alfio e Milo. Stamane alle 8 una intensa pioggia di grossi lapilli ha inondato le strade. Pesanti i disagi a Giarre, Riposto e Mascali.

La cenere ha ricoperto piazze e assi viari di riferimento provocando forti rallentamenti alla circolazione. Molte strade risultano impraticabili per la coltre di lapilli a Riposto sul lungomare Pantano e a Mascali sulla Statale che attraversa l’abitato del centro jonico.

FONTE: https://www.cataniatoday.it/cronaca/etna-eruzione-boati-lava-lapilli7-marzo-2021.html

giovedì 4 marzo 2021

Etna: altre due eruzioni spettacolari, colonna eruttiva alta 12 chilometri

E’ irrequieto l’Etna, con un carico notevole di energia interna da ‘scaricare’ all’esterno. Così, a circa sei ore dal precedente nella notte scorsa, fa registrare il decimo evento parossistico dal 16 febbraio scorso con fontane di lava, alte circa 300 metri, che dalle 9 circa fuoriescono dal cratere di Sud-Est, accompagnata dall’emissione di un’alta nube di cenere lavica.


Nuova ‘accelerazione’ sull’Etna con valori del tremore dei condotti magmatici interni che si mantiene molto elevato. Segnale di una grande energia che alimenta la fontana di lava che emerge dal cratere di Sud-Est, che ha raggiunto i 500 metri d’altezza, e l’emissione di un’alta colonna eruttiva che è alta 12 chilometri.

L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia-Osservatorio Etneo (Ingv-Oe) di Catania segnala anche che prosegue l’attività effusiva, che rimane confinata nella desertica Valle del Bove, ma con la colata che è ben alimentata. Il fronte lavico più avanzato ha raggiunto la quota di circa 1.800 m s.l.m., nelle vicinanze di Monte Centenari.

L’ampiezza del tremore vulcanico oscilla tra valori medi e bassi. Le localizzazioni della sorgente del tremore si mantengono in prossimità del Cratere di Sud Est, a circa 2.500 m s.l.m.

Gli eventi infrasonici sono poco numerosi e di debole energia localizzati in prossimità dei crateri cosiddetti Bocca Nuova e Voragine. L’aeroporto di Catania, al momento, è operativo.

FONTE: https://www.lasiciliaweb.it/2021/03/04/etna-irrequieto-due-eventi-in-sei-ore-colonna-eruttiva-alta-12-chilometri/

lunedì 1 marzo 2021

Dopo l'Etna, si risveglia lo Stromboli con una eruzione lampo

Dopo il settimo parossismo dell’Etna avvenuto ieri, alle 1.32 si è risvegliato anche lo Stromboli. Secondo l’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, osservatorio etneo, alle 1,32 si è registrata una prima esplosione di minore intensità seguita da una seconda esplosione di maggiore intensità un minuto dopo dal cratere di Nord-Est.


L’altezza di gas, cenere e lapilli ha raggiunto un’altezza di circa 200 metri e la maggior parte di questi sono ricaduti nella Sciara del fuoco e una parte di materiale è ricaduta in direzione del Pizzo.

Dal punto di vista sismico, dopo la fase di incremento dell’ampiezza del tremore che ha seguito la sequenza esplosiva i valori sono rientrati nella norma. Non si osservano variazioni significative nel tasso di occorrenza degli eventi esplosivi. I dati di deformazione non mostrano variazioni significative.

FONTE: https://www.lasiciliaweb.it/2021/03/01/si-e-risvegliato-lo-stromboli/

Nuova spettacolare eruzione dell'Etna, la settima in pochi giorni

Altro spettacolare evento eruttivo al cratere di sud-est dell'Etna, il settimo parossismo nel giro di pochi giorni. Nelle prime ore della mattina di oggi, infatti, una nuova attività di fontana di lava con emissione di cenere è stata registrata dalla sala operativa dell'Ingv di Catania. La nube di cenere prodotta si è poi dispersa in direzione est-sud-est.

foto di Giò Giusa

 La prima esplosione, che ha marcato l'inizio di questo nuovo episodio eruttivo, è avvenuta alle 7.55. Dalle 11.20 l'ampiezza media del tremore vulcanico ha subito un nuovo incremento verso valori elevati. La sorgente permane al cratere di sud-est a una quota di 2800 metri.

Una forte pioggia di lapilli e cenere lavica si è registrata sul versante est del vulcano, (Zafferana Etnea, Santa Venerina), dalle 8.39. Lapilli sono caduti anche a mare tra Stazzo e Riposto. In particolare sono due le bocche eruttive e l'altezza raggiunta dall'attività è di circa 300 metri.

"Il mese di febbraio si conclude in bellezza", commenta l'Ingv. "Il settimo parossismo, è il più rapido nella sua completa evoluzione - aggiungono gli esperti dell'Osservatorio etneo - è evidente la rapidità con cui si sono evoluti i fenomeni, dalle prime piccole esplosioni a sostenute fontane di lava e generazione di una colonna eruttiva, fino all'improvvisa e rapidissima fine dell'attività". 

FONTE: https://www.agi.it/cronaca/news/2021-02-28/etna-nuova-eruzione-settimo-parossismo-in-pochi-giorni-11584250/, http://www.rainews.it/dl/rainews/media/Etna-settima-eruzione-pioggia-di-cenere-e-lapilli-sui-paesi-vicini-55d34a64-de91-4222-bc49-939d467cae07.html

martedì 23 febbraio 2021

Etna: nuovo parossismo, fontane di lava alte 1 km e nube di cenere

Getti di lava alti fino a mille metri e una colonna di fumo che si è alzata in cielo per diversi chilometri. L'Etna è tornato a dare spettacolo nella notte appena trascorsa: protagonista, ancora una volta, il cratere di sud-est che nella tarda serata di ieri ha iniziato una attività stromboliana che si è intensificata con il passare delle ore fino a giungere ai primi getti di lava attorno alle 23.

foto di Domenico Mazzaglia

Nel corso di questa attività, costantemente monitorata dall'osservatorio etneo dell'istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, ha avuto inizio un secondo trabocco lavico dalla bocca della sella che ha alimentato un flusso diretto verso sud-ovest. Il fenomeno ha avuto una diminuzione dopo la mezzanotte ma i due flussi lavici, che si sono sovrapposti alle colate dei giorni precedenti, hanno continuato il loro percorso.

Attorno alle 5 del mattino, inoltre, un nuovo incremento dell'attività stromboliana del vulcano, accompagnata dall'emissione di cenere dal cratere di sud-est. Nel corso di questo evento si sono formate due piccole colate laviche: la prima in direzione della desertica valle del bove, l'altra in direzione sud-ovest. "La localizzazione della sorgente - spiegano dall'ingv - permane al di sotto del cratere di sud-est ad una quota di circa 2.800 Metri al di sopra del livello del mare".

FONTE:https://palermo.repubblica.it/cronaca/2021/02/23/news/etna_nuova_eruzione_lava_e_cenere_dal_vulcano-288806515/

domenica 21 febbraio 2021

Terremoto magnitudo 3.1 in Toscana, epicentro nel Mugello

La Sala di Protezione civile della Città Metropolitana di Firenze segnala che alle ore 15.55 la rete di monitoraggio dell'Ingv ha registrato una scossa sismica di magnitudo 3.1 con epicentro in Mugello, a Borgo San Lorenzo vicino al confine con Vicchio. La scossa è stata avvertita dalla popolazione, anche a Firenze. In corso le verifiche. Non si segnalano danni.


In corso le verifiche su eventuali danni da parte della Sala operativa della protezione civile della Metrocittà in collaborazione con le altre sale operative istituzionali. Al momento comunque non sono segnalati danni.

"Al momento non abbiamo segnalazioni di danni a persone e cose - ha spiegato il sindaco di Vicchio Filippo Carlà Campa - La protezione civile sta monitorando la situazione con le forze dell'ordine, ma fortunatamente per ora registriamo solamente paura, alcune persone sono uscite dalle abitazioni al momento della scossa".

Anche negli altri Comuni del Mugello la scossa è stata sentita in maniera chiara: in particolare a Borgo San Lorenzo e Scarperia dove, in alcuni casi, si è assistito a un'uscita dalle abitazioni pressochè immediata. Tutti sono poi tornati nelle proprie case.

La scossa non ha provocato danni all'ospedale di Borgo San Lorenzo. Lo spiega la Asl Toscana Centro, aggiungendo  che dopo la scossa sono state attivate "tempestivamente le procedure di allerta per la maxi emergenza per verificare le condizioni strutturali" dell'ospedale del Mugello. Sul posto è intervenuta una squadra dei vigili del fuoco insieme ai referenti del dipartimento di area tecnica aziendale per effettuare i controlli di sicurezza che hanno poi dato esito negativo. Il direttore sanitario dell'Asl Toscana Centro Emanuele Gori, insieme a Claudia Capanni, direttore del presidio ospedaliero di Borgo, si spiega ancora, hanno "attivato tutte le verifiche in sinergia con il coordinamento maxi emergenze aziendale".

"Nessun tipo di lesioni strutturali e alcun danno è stato rilevato. L'Azienda ha attivato il servizio notturno del manutentore per garantire un controllo anche nelle successive ore" riferisce Federico Gelli, direttore coordinamento maxi emergenze ed eventi a carattere straordinario Asl Toscana Centro.

FONTE: https://firenze.repubblica.it/cronaca/2021/02/20/news/firenze_scossa_di_terremoto_alle_15_55-288459533/

venerdì 19 febbraio 2021

L'Etna non si ferma più: nuove spettacolari eruzioni

A due giorni dall'eruzione dal Cratere di Sud-Est il vulcano più attivo d'Europa continua a dare dimostrazione della sua spettacolare potenza. Anche questo evento è stato caratterizzato da alte fontane di lava, che hanno raggiunto altezze comprese tra i 600 e i 700 metri, da colate di lava, dirette maggiormente verso la Valle del Bove, ma anche verso sud-ovest, e una densa colonna eruttiva carica di cenere e lapilli.


Il materiale è stato spinto dal vento verso sud-est, causando ricadute di cenere e lapilli sugli abitati in quel settore: Zafferana, Fleri, Acireale. Il fenomeno, osservato dagli esperti dell'Ingv-Oe di Catania, e durato alcune decine di minuti, si è concluso intorno all'01:55. È stato anticipato dalla fuoriuscita di alcune colate. La principale si sta espandendo sul fondo della desertica Valle del Bove ad una quota poco sotto 2.000 metri, avendo percorso circa 4 chilometri. Un flusso più piccoli diretto verso la Valle del Leone è lungo circa 1 km con un fronte a quota 2.900 m circa. Un ulteriore trabocco è avvenuto sul fianco meridionale del Cratere di Sud-Est, alimentando una piccola colata verso sud-ovest.

Un nuovo trabocco lavico del cratere di Sud-Est ha avuto inizio oggi 19 febbraio, poco prima delle 8.55.

Il flusso lavico è sceso sul versante orientale del cono, dirigendosi verso la Valle del Bove. L’ampiezza del tremore è in aumento, informa l’Osservatorio etneo dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.

FONTE: http://www.rainews.it/dl/rainews/media/Etna-nuove-spettacolari-esplosioni-e-alte-fontane-di-lava-illuminano-il-cielo-915e9f0f-d08b-4deb-887b-7c7e6a7c6abe.html, https://www.corrieretneo.it/2021/02/19/etna-nuovo-trabocco-lavico-flusso-verso-la-valle-del-bove/

martedì 16 febbraio 2021

Etna: spettacolare eruzione esplosiva in corso

L'Etna torna a eruttare, registrando una forte attività esplosiva dal cratere di Sud-est e l'emissione di una alta nube di cenere lavica che si è dispersa verso Sud. Dalla stessa "bocca" è emerso un trabocco lavico che ha dato vita a preoccupanti fenomeni: fontane di lava, una gigantesca nuvola di cenere sopra la montagna e lapilli vulcanici arrivati fino a Catania. La colonna di fumo è visibile da oltre cento chilometri.

foto di Domenico Mazzaglia

L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha segnalato l'emissione lavica lungo la parete occidentale della Valle del Bove, dove il fronte lavico ha raggiunto la quota di circa duemila metri sul livello del mare.

L'aeroporto internazionale di Catania ha sospeso la propria operatività per l'emergenza cenere lavica. La colonna di fumo e cenere emessa dal cratere di Sud-Est è alta oltre un chilometro e il buio non consente di garantire la sicurezza dei voli.

Secondo i tecnici e i ricercatori dell'Osservatorio etneo, già da lunedì il vulcano era sotto controllo per l'intensificarsi dell'attività esplosiva. L'esplosione odierna è avvenuta molto in alto e non ha interessato case e persone. Secondo gli esperti, ci sarebbero alcune lesioni superficiali alla bocca del cratere che i tecnici stanno cercando di valutare.

FONTE: https://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/sicilia/etna-il-ruggito-del-vulcano-eruzione-spettacolare-e-alta-colonna-di-fumo_28779015-202102k.shtml

domenica 7 febbraio 2021

Terremoto a Napoli: un boato sveglia i Campi Flegrei nel cuore della notte

Una scossa di terremoto di magnitudo 2.2 della scala Ricther è stata registrata alle ore 4,13 di questa notte dai sismografi dell'Osservatorio Vesuviano con epicentro nel golfo di Pozzuoli a una profondità di 2 chilometri. L'evento tellurico è stato avvertito in gran parte della cittadina puteolana con tanta gente in piedi nel cuore della notte.


In molti hanno avvertito nella zona l'evento - peraltro preceduto da un boato - segnalandolo anche sui social network. "Una bella botta", ha scritto qualcuno, così come altri si sono riferiti al sisma definendolo "bruttissima sveglia". Un altro utente fa notare: "Erano anni che un un terremoto con una tale magnitudine non si verifica nella zona del Golfo di Pozzuoli".

Nella giornata di ieri si era registrata un'altra scossa, questa di 0,7 di magnitudo con epicentro nella conca di Agnano.

Eventi significativi nell'area flegrea si erano verificati anche recentemente, il 24 gennaio, quando uno sciame sismico con l'evento maggiore di magnitudo 1,0 aveva interessato la zona.

Dall'inizio dell'anno sono state, finora, 102 le scosse registrate dalla sala operativa di Napoli dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Inoltre, la rete gps dei Campi Flegrei costituita da 25 stazioni ha registrato che la velocità media del sollevamento a partire da settembre è cresciuta dai precedenti 0,7 millimetri agli attuali 13 millimetri al mese. Il sollevamento complessivo registrato finora è di circa 76 centimetri da novembre 2005, di cui ben 42 centimetri da gennaio 2016. 

FONTE: https://www.napolitoday.it/cronaca/terremoto-7-febbraio-20201-pozzuoli.html


venerdì 29 gennaio 2021

Napoli e provincia l’area vulcanica più rischiosa al mondo

Non è ne in Indonesia ne in Giappone l'area vulcanica più pericolosa del mondo. E' in Italia! Nello specifico quella di Napoli e provincia, a causa della presenza di Vesuvio e Campi Flegrei, considerato supervulcano tra i più pericolosi d'Europa. Ad annunciarlo è l'INGV tramite Giuseppe De Natale, dirigente di ricerca e direttore dell'Osservatorio Vesuviano.

"Il rischio vulcanico più alto al mondo è quello dell'area napoletana, per la presenza di molteplici aree vulcaniche caratterizzate da altissima esplosività, estremamente popolate: Vesuvio, Campi Flegrei e Ischia, oltre ad altre possibili sorgenti di eruzioni ignimbritiche nella Piana Campana" ha detto De Natale. Circa tre milioni di persone, infatti, nell'area di Napoli e della provincia vivono a meno di 20 chilometri da una possibile bocca vulcanica.

"In queste aree si deve poter lavorare, fare turismo, cultura e svago; ma stabilendo residenza permanente al di fuori di esse. Solo in tal modo è ipotizzabile predisporre Piani di Evacuazione programmata, in caso di chiari segnali pre-eruttivi, che possano funzionare sia in termini logistici sia economici: considerando anche il carattere empirico e l'intrinseca incertezza della previsione delle eruzioni" ha dichiarato ancora il direttore di ricerca dell'Ingv. In materia di pericolosità, poi, dopo la zona partenopea, in Italia c'è quella siciliana, a causa della presenza dell'Etna e dei vulcani delle Isole Eolie. "I vulcani delle Eolie sono caratterizzati da livelli modesti di esplosività. Gli episodi come quelli verificatesi a Stromboli nel luglio e agosto 2019 sono però imprevedibili – continua De Natale – e molto rischiosi per i turisti che affollano l'isola vulcanica".

FONTE: https://www.fanpage.it/napoli/napoli-e-provincia-larea-vulcanica-piu-rischiosa-al-mondo-lannuncio-dellingv/


Il vulcano Taal comincia a fumare: paura nelle Filippine

Martedì mattina è stata segnalata una "risalita di fluidi vulcanici caldi nel lago del cratere principale" del vulcano Taal, che h...